BILANCIO MORALE 1 Aprile 2017
a cura di Rossella Dorini, presidente di Sguazzi

Per impostare la relazione morale che avrei presentato oggi all’Assemblea ho letto le precedenti relazioni, le ultime cinque per l’esattezza, per farmi un’idea di ciò che avrei dovuto inserire e di ciò a cui gli ex presidenti avevano dato rilievo.

La lettura mi ha sorpreso e riempito di orgoglio. La densità delle riflessioni. La limpidezza degli ideali, la serietà dell’impegno assunto, intensi i bilanci morali, andrebbero riletti a distanza di tempo! Mi hanno reso fiera di far parte di una siffatta compagine.

Mi sono accorta però che ciò che noi chiamiamo “bilancio morale” all’interno delle linee guida dell’organizzazione delle onlus è il cosiddetto “bilancio di missione” che per gli enti no profit costituisce il documento nel quale evidenziare la missione dell’ente e le modalità attraverso le quali questa viene perseguita…

Sguazzi ha più di una mission, ben descritte all’interno dello statuto:

  • Mettere al centro la persona, qualsiasi persona, riconoscendone il valore imprescindibile.
  • Lavorare affinchè ciascuno e ciascuna realizzi la propria umanità e sia il meglio che possa essere.
  • Vedere e leggere la fragilità, costitutiva dell’essere umano, saperla interpretare ed abitare.
  • Ideare, progettare ed attuare soluzioni che introducano innovazione e cambiamento culturale e che tengano conto dell’ambiente fisico, sociale e relazionale nel quale fioriscono.
  • Ricercare il benessere per il singolo, per il gruppo e per la collettività, assegnando un valore a tutte queste formazioni sociali.
  • Dare peso alle relazioni dedicando loro tempo e cura.

Principi bellissimi, scritti e discussi quasi dodici anni fa e ancora attuali e preziosi.

Nel “bilancio morale” tuttavia intravvedevo una possibilità, quella di poter parlare anche di me, della mia persona, delle mie emozioni, delle mie scelte in quest’ anno in cui ho provato ad “incarnare il ruolo di presidente” perché la persona anche in presenza di un ruolo non viene meno.

Il ruolo impone, imposta, chiede, ogni tanto va stretto ma sa anche amorevolmente incanalare, dare misura, formare anche nell’accezione di “dare forma”.

Divento presidente il 2 maggio 2016, le emozioni, contrastanti, si rincorrono. La paura di non essere stata veramente scelta, la gioia di essere presidente di un’associazione che mi ha vista crescere, la voglia di far bene, la paura di far male, l’incoscienza e, in un successivo momento la paralizzante consapevolezza dell’impegno,tutto ciò in una manciata di ore,poi..via! Si parte!

In un primo tempo resto ancorata al progetto che mi aveva fatta entrare e restare in sguazzi, il Laboratorio Piscina, i passaggi di ruolo e poi un primo affacciarsi agli incarichi che il ruolo di presidente richiedeva.

Le prime riunioni da condurre e da coordinare in questa nuova veste, i primi discorsi ufficiali, la fase di accompagnamento di Michela e Roberto, le firme, i timbri, e poi ancora le firme e i timbri e notare sempre, immancabilmente che nei documenti ufficiali non si trovava mai LA presidente ma sempre e soltanto IL presidente che mi sarebbe quasi venuta voglia di scriverlo a penna..ma non si fa!

La presidente in questione ha un certo temperamento e fa fatica ad imbrigliarlo, bisogna saper rispondere, mediare, argomentare, avere una parola giusta e comprensiva per tutti, far da pacere e “tenere insieme”,mi chiedo: “sarò adatta? Forse servono dei requisiti che io non ho…”

Nel mese di agosto le riunioni con il progetto Cortile 34, giunto al suo epilogo, mi chiariscono le idee.

Cortile 34, progetto ambizioso che ha accompagnato Sguazzi per 4 anni avrebbe voluto consegnarci una casa, un progetto comune, quotidiano e totalizzante, la possibilità di cambiare un territorio e le persone che intendevano realizzarlo, un’occasione per fare un’altra storia che forse ci avrebbe regalato una nuova Sguazzi, più matura? Più radicata? O forse semplicemente diversa..ma che non ce l’ha fatta nel suo intento.

In quelle riunioni ho colto perfettamente la responsabilità del mio ruolo e del ruolo del direttivo che devono rendere conto del loro operato e delle loro parole, che devono assumersi le conseguenze e le ricadute delle proprie scelte che fanno per, e a nome di un gruppo di persone, che agiscono verso un obiettivo, che, possibilmente, colgono prima degli altri..altrimenti non farebbero parte del direttivo il quale imprime direzioni, misura costi e benefici e prova a pre-vedere.

In quel caso, è stato necessario saper leggere la realtà e riconoscere, anche in maniera franca, che la direzione tracciata non era quella realmente desiderata o, quantomeno non era quella per cui l’associazione si sentiva pronta e preparata.

Avere il coraggio di affermarlo in maniera esplicita credo sia stato giusto e maturo ben comprendendo le delusioni e le ripercussioni che tale scelta ha avuto sulle vite dei singoli.

Quasi in contemporanea nasce Cannuccia! Un’altra sfida, un nuovo progetto, una rinascita. Una responsabile di progetto in gamba e perfetta per l’attività che si apprestava a fare, nuova linfa per Alex e tutti i suoi amici sguazzanti.

Cannuccia desidera soltanto “bere”, trasformare le relazioni in nettare.

A novembre il direttivo è impegnato su due fronti, l’assemblea generale dei progetti giunta al suo secondo anno in cui i progetti si incontrano e si raccontano e il Festival In Necessità Virtù, sul quale alcuni membri del direttivo si sono spesi per l’intero anno. Anche il festival è ad un crocevia, vuole continuare ma in seno a sguazzi.

Oggi sguazzi è un affresco composto da sette colori:

Il LABORATORIO PISCINA che ha saputo costantemente rinnovarsi ed è diventato un laboratorio culturale in acqua.

UNA BIBLIOTECA PER L’OSPEDALE DI MAN, un progetto maturo ed ambizioso che si fonda su un ponte di idee, capacità e volontà.

CON LE FORBICI IN TASCA, un progetto quotidiano, unico nel suo genere nella provincia di Bergamo che e’ riuscito a creare alleanze con la scuola ed il comune di Cologno facendo un passo alla volta.

VIVA L’OLMO nel quale le piante ci insegnano a stare in rete.

RAMIDIMANI un vero progetto di educazione ambientale ed ecologica che inserisce esseri umani, animali e piante in un unico sistema, integrato, rispettoso ed armonioso.

CANNUCCIA che mira alla qualità della vita, alle relazioni, al “fare cerchio”.

Il nuovo progetto, di cui conosceremo presto il nome, che costruisce cultura portando in scena spettacoli di valore e facendo incontrare pezzi di mondo più e meno nascosti.

Quest’ultimo ingresso ci racconta che Sguazzi è ancora in grado di attrarre, di fare rete al suo interno, di creare nucleo e casa.

Dovrebbe altresì avere questa forza anche all’esterno, lavorare incessantemente per alimentare la costruzione in rete di iniziative, la condivisione di scenari, la compartecipazione ad imprese collettive e in questo obiettivo il direttivo deve avere un ruolo propulsivo.

Essere sguazzante è tutto questo, per noi è questo.

Abbiamo coniato un nuovo termine e abbiamo in questi dieci anni dato un volto ad un insieme di valori.

Arriviamo pertanto al tema in oggetto in questa assemblea: “La dimensione culturale del volontariato”.

Le profonde ed intime implicazioni che un’attività di volontariato ha sulla cultura di un territorio, le connessioni esistenti tra le iniziative progettate ed attuate e il lento lavorio sugli immaginari dei singoli e delle collettività.

Davide Boniforti ci aiuterà oggi a cogliere le relazioni esistenti tra questi due mondi: cultura e volontariato e i contributi di ciascuno saranno essenziali per alimentare il pensiero di Sguazzi.

Ringrazio ogni sguazzante, ogni socio, i miei Amici con i quali sto facendo un ottimo lavoro di squadra, i responsabili di progetto che, con pazienza ed impegno portano avanti i progetti di Sguazzi ed auguro a tutti una buona AG!

La Presidente
Rossella Dorini

P.S.

FRASI INCONTRATE QUEST’ANNO E CHE HANNO SAPUTO “PARLARMI”

…spero lo facciano anche con voi…

Non si può tacere sulle cose che contano. (Davide Cerullo)

Se mi ami devi amarmi nella mia vulnerabilità. (Virginia Woolf)

L’essere umano è chiamato a fare delle scelte ed è sempre in relazione con gli altri. (Etty Hillesum)

E’ l’Altro che mi permette di essere me stesso, di sprofondare nella mia interiorità. (Etty Hillesum)

L’essere umano è un essere finito che supera infinitamente se stesso. (Blaise Pascal)

L’esperienza disegna la nostra vita. (?)

Laddove l’organizzazione filantropica fa PER gli altri, l’organizzazione di volontariato fa CON gli altri, è questa la caratteristica che differenzia l’azione autenticamente volontaria dalla beneficenza privata. (Stefano Zamagni)

 

Clicca qui per scaricare il bilancio morale 01 Aprile 2017 (PDF)


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